Dr. Gaggio Garcia
Parole chiave: rinoplastica, chirurgia del naso, rinoplastica strutturale, rinoplastica di preservazione, valvola nasale, settoplastica, gobba dorsale, punta nasale, innesti cartilaginei, complicanze rinoplastica
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Rinoplastica: guida completa ad analisi nasale, valutazione del paziente e tecniche chirurgiche

La rinoplastica è uno degli interventi più complessi della chirurgia del naso perché deve integrare obiettivi estetici e funzionali, preservando armonia del volto e respirazione nasale. In questa guida completa vengono approfonditi l’analisi anatomica del naso, la valutazione pre-operatoria del paziente, la funzione della valvola nasale e le principali deformità di dorso, setto e punta nasale. Vengono inoltre illustrate le differenze tra rinoplastica strutturale e rinoplastica di preservazione, gli approcci open e closed, la settoplastica, il trattamento della gobba dorsale, le osteotomie, le tecniche push-down e let-down e la chirurgia della punta. Un approfondimento è dedicato anche agli innesti cartilaginei, utilizzati per migliorare supporto e funzione respiratoria, e alle possibili complicanze della rinoplastica. Una corretta pianificazione consente di personalizzare l’intervento in base all’anatomia e alle esigenze funzionali ed estetiche di ogni paziente.

Dr. Leonardo Gaggio Garciadi Dr. Leonardo Gaggio Garcia · Chirurgo estetico e maxillo-facciale

La rinoplastica è un intervento chirurgico che combina obiettivi estetici e funzionali. Il naso, infatti, non è soltanto un elemento centrale nell’armonia del volto, ma svolge anche un ruolo fondamentale nella respirazione.

Per questo motivo la chirurgia del naso è considerata una delle procedure più complesse nell’ambito della chirurgia facciale. Il risultato dipende da una corretta selezione del paziente, da un’analisi anatomica accurata e dalla scelta di tecniche chirurgiche adattate alle caratteristiche individuali.

Panoramica sulla rinoplastica

L’obiettivo della rinoplastica è rimodellare il naso mantenendo proporzioni armoniose con il volto e, allo stesso tempo, preservando o migliorando il flusso respiratorio.

Oltre agli aspetti estetici, la chirurgia può correggere problematiche funzionali come:

•⁠ ⁠ostruzione nasale dovuta a deviazione del setto o collasso delle valvole nasali;
•⁠ ⁠deformità post-traumatiche;
•⁠ ⁠alterazioni congenite o acquisite delle vie aeree.

Negli ultimi anni la diffusione della rinoplastica di preservazione e di tecniche meno traumatiche ha ampliato le possibilità di trattamento personalizzato.

Un risultato ideale dovrebbe apparire naturale, rispettare età, caratteristiche anatomiche, etniche e individuali del paziente e mantenere strutture di supporto stabili nel tempo. Questo è importante anche per ridurre il rischio di complicanze tardive come ptosi della punta, deformità a sella o difficoltà respiratorie.

Anatomia del naso e analisi delle deformità

Una rinoplastica efficace parte sempre da una valutazione anatomica dettagliata.

Il naso viene generalmente suddiviso in tre terzi:

•⁠ ⁠terzo superiore: costituito principalmente dalla volta ossea;
•⁠ ⁠terzo medio: formato dalla volta cartilaginea, dalle cartilagini laterali superiori o triangolarie dal setto;
•⁠ ⁠terzo inferiore: comprende soprattutto il complesso della punta e le cartilagini laterali inferiori o alari.

Dal punto di vista funzionale sono particolarmente importanti le valvole nasali.

La valvola nasale interna rappresenta uno dei punti più stretti delle vie aeree nasali ed è determinata principalmente dal rapporto tra setto, cartilagini triangolari e strutture circostanti.

La valvola nasale esterna interessa invece soprattutto margine alare e cartilagini della punta e può andare incontro a collasso durante l’inspirazione, soprattutto in nasi strutturalmente deboli o dopo precedenti interventi.

Anatomia schematica del naso e delle valvole nasali

Principali deformità nasali

Tra le alterazioni più frequentemente valutate troviamo:

•⁠ ⁠naso torto: deviazione dell’asse longitudinale con componente rotazionale;
•⁠ ⁠naso deviato: spostamento lineare delle strutture ossee e cartilaginee;
•⁠ ⁠naso a C o a S: curvatura del setto e della piramide nasale, spesso post-traumatica;
•⁠ ⁠naso corto o lungo: valutato in rapporto alla lunghezza dorsale e all’angolo naso-labiale;
•⁠ ⁠punta sotto- o sovraproiettata: modifica il rapporto tra punta, columella e labbro;
•⁠ ⁠base alare larga o stretta: caratteristica che varia significativamente anche in relazione all’anatomia individuale ed etnica.

Durante l’analisi preoperatoria vengono inoltre valutate le linee estetiche dorsali, la simmetria, la proiezione e la rotazione della punta, anche attraverso tecnologie digitali avanzate.

Classificazione delle deviazioni nasali secondo Jang

Selezione del paziente e valutazione preoperatoria

Le indicazioni alla rinoplastica possono essere estetiche, funzionali o ricostruttive.

Tra le indicazioni estetiche rientrano, ad esempio:

•⁠ ⁠gobba dorsale;
•⁠ ⁠deviazione o asimmetria del naso;
•⁠ ⁠punta bulbosa;
•⁠ ⁠punta poco proiettata;
•⁠ ⁠base alare larga.

Le indicazioni funzionali comprendono invece:

•⁠ ⁠deviazione del setto;
•⁠ ⁠collasso della valvola nasale interna;
•⁠ ⁠collasso della valvola nasale esterna;
•⁠ ⁠difficoltà respiratoria nasale.

La rinoplastica può inoltre essere indicata nella chirurgia post-traumatica, nella ricostruzione dopo interventi oncologici, nelle revisioni di precedenti rinoplastiche e in alcuni percorsi di chirurgia di affermazione di genere.

Anamnesi

La valutazione preoperatoria dovrebbe comprendere un’anamnesi funzionale, considerando:

•⁠ ⁠ostruzione nasale;
•⁠ ⁠congestione;
•⁠ ⁠disturbi respiratori notturni;
•⁠ ⁠traumi pregressi;
•⁠ ⁠allergie;
•⁠ ⁠sinusiti.

È importante anche raccogliere informazioni riguardo precedenti interventi chirurgici o trattamenti con filler.

Un ulteriore aspetto riguarda le aspettative del paziente. Devono essere realistiche e compatibili con i limiti anatomici e chirurgici.

Esame clinico

L’esame esterno valuta:

•⁠ ⁠simmetria;
•⁠ ⁠proiezione;
•⁠ ⁠rotazione;
•⁠ ⁠flare alare;
•⁠ ⁠profilo e linee dorsali.

L’esame interno analizza invece:

•⁠ ⁠deviazione del setto;
•⁠ ⁠dimensione dei turbinati;
•⁠ ⁠valvole nasali;
•⁠ ⁠eventuali alterazioni della mucosa.

Sono generalmente utili fotografie standardizzate nelle principali proiezioni. In presenza di trauma, deformità importanti o sospetta patologia strutturale può essere indicato anche uno studio radiologico, come TC o CBCT.

Controindicazioni

Tra le principali condizioni che possono rendere inopportuno o rinviare un intervento si considerano:

•⁠ ⁠aspettative non realistiche;
•⁠ ⁠sospetto disturbo da dismorfismo corporeo;
•⁠ ⁠utilizzo attivo di sostanze per via nasale;
•⁠ ⁠patologie sistemiche non controllate;
•⁠ ⁠alterazioni della coagulazione;
•⁠ ⁠problemi importanti di cicatrizzazione;
•⁠ ⁠immaturità scheletrica;
•⁠ ⁠interventi nasali recenti.

Tecniche chirurgiche della rinoplastica

La strategia chirurgica deve essere costruita sulle caratteristiche anatomiche del singolo paziente.

In termini generali, il trattamento può comprendere:

1.⁠ ⁠gestione dei turbinati quando indicata;
2.⁠ ⁠correzione del setto;
3.⁠ ⁠trattamento delle pareti laterali e del dorso;
4.⁠ ⁠rimodellamento della punta.

Rinoplastica strutturale e rinoplastica di preservazione

Le due grandi filosofie chirurgiche moderne sono la rinoplastica strutturale e la rinoplastica di preservazione.

Rinoplastica strutturale

Nella rinoplastica strutturale il dorso viene spesso modificato mediante riduzione della componente cartilaginea e successivamente ossea.

La settoplastica deve preservare una porzione strutturale del setto, il cosiddetto L-strut o L-struttura, generalmente di circa 10-15 mm, fondamentale per la stabilità del naso e per il supporto della punta.

Quando necessario, la struttura viene rinforzata mediante innesti cartilaginei.

Rinoplastica di preservazione

La rinoplastica di preservazione cerca invece di conservare quanto più possibile le strutture anatomiche del dorso.

Viene rimossa una porzione di setto sub-dorsale per permettere la discesa del dorso, che viene abbassato come unità attraverso osteotomie mirate.

In questo modo possono essere preservati maggiormente:

•⁠ ⁠profilo dorsale;
•⁠ ⁠legamenti;
•⁠ ⁠continuità della volta;
•⁠ ⁠area della keystone o chiave di volta e cioè l’articolazione tra cartilagini triangolari e ossa nasali proprie.

Principali differenze tra le tecniche di resezione strutturali e le tecniche di preservazione

Approccio aperto e approccio chiuso

La rinoplastica può essere eseguita con approccio open oppure closed.

Rinoplastica open

L’approccio aperto utilizza un’incisione transcolumellare associata a incisioni marginali.

Il principale vantaggio è l’ampia esposizione delle strutture, particolarmente utile nei casi complessi, nelle revisioni e quando sono necessari importanti innesti strutturali.

Può tuttavia comportare maggiore edema postoperatorio e una cicatrice columellare, generalmente poco evidente dopo la guarigione.

Principali tipi di incisione nella rinoplastica apertoa

Rinoplastica closed

Nell’approccio chiuso le incisioni vengono eseguite all’interno delle narici.

I vantaggi principali sono l’assenza di cicatrici esterne e un trauma dei tessuti potenzialmente minore.

La visibilità chirurgica è però più limitata e alcune ricostruzioni complesse possono risultare tecnicamente più impegnative.

Settoplastica e gestione della gobba dorsale

La settoplastica può migliorare la respirazione, contribuire al raddrizzamento del naso e fornire cartilagine utilizzabile per eventuali innesti.

La dissezione avviene generalmente nel piano sottomucopericondrale, cercando di preservare l’integrità dei lembi mucosi.

Anatomia chirurgica del setto nasale osteo-cartilagineo in sezione sagittale

Riduzione della gobba dorsale

Nella rinoplastica strutturale la gobba può essere rimossa intervenendo sulla componente cartilaginea e successivamente su quella ossea.

La componente ossea può essere trattata mediante:

•⁠ ⁠raspa;
•⁠ ⁠osteotomo;
•⁠ ⁠strumenti piezoelettrici.

Una resezione eccessiva può contribuire allo sviluppo di deformità secondarie, mentre una riduzione incompleta può determinare irregolarità del profilo.

Push-down e let-down

Nella rinoplastica di preservazione vengono utilizzate soprattutto due tecniche:

Push-down: il dorso viene abbassato dopo la rimozione di una striscia settale sottodorsale.

Let-down: vengono associate resezioni ossee laterali cuneiformi, permettendo una maggiore discesa del dorso.

Gli strumenti piezoelettrici possono essere utilizzati per eseguire osteotomie precise riducendo il trauma sui tessuti circostanti.

Illustrazione rappresentativa delle principali differenze tra Rinoplastica di Preservazione Push-down e Let-down. Nella Push-down si esegue un taglio nell'osso (osteotomia) per consentire a due aree ossee di sovrapporsi con effetto telescopico durante la manovra di abbassamento del dorso. Nella Let-Down invece si rimuove un cuneo osseo (indicato dalla freccia blu) per consentire ai due segmenti ossei di accostarsi durante la manovra di abbassamento del dorso.

Osteotomie nasali

Le osteotomie permettono di modificare la volta ossea.

Le osteotomie laterali possono essere utilizzate per:

•⁠ ⁠restringere la piramide nasale;
•⁠ ⁠correggere asimmetrie;
•⁠ ⁠chiudere un eventuale “tetto aperto” dopo riduzione della gobba.

Un pattern frequentemente utilizzato è quello alto-basso-alto o high to low to high, progettato per preservare importanti strutture di supporto laterale.

Le osteotomie mediali vengono invece eseguite in posizione paramediana rispetto al setto e consentono di mobilizzare le ossa nasali.

Le princiapli categorie di osteotomie laterali

Gestione della punta nasale

La chirurgia della punta deve trovare un equilibrio tra:

•⁠ ⁠proiezione;
•⁠ ⁠rotazione;
•⁠ ⁠definizione;
•⁠ ⁠supporto strutturale.

Cephalic trim

Il cephalic trim o resezione cefalica consiste nella rimozione controllata della porzione cefalica (o superiore) della crus laterale.

È fondamentale conservare una quantità sufficiente di cartilagine per evitare indebolimento e collasso dell’ala nasale.

Cephalic turn-in flap

Il cephalic turn-in flap rappresenta un’alternativa alla resezione: una porzione di cartilagine viene ripiegata e utilizzata per rinforzare la crus laterale.

Suture della punta

Le suture rappresentano uno degli strumenti principali per modificare la forma della punta.

Tra le più utilizzate troviamo:

•⁠ ⁠suture transdomali: modificano e definiscono il contorno dei domi;
•⁠ ⁠suture interdomali: regolano distanza e simmetria tra i due domi;
•⁠ ⁠suture columellari-settali: possono influenzare proiezione e rotazione;
•⁠ ⁠tecniche come lateral crural steal o suture spanning possono contribuire al controllo della forma e del supporto.

Alcune delle principali suture della punta

Gestione della base alare

Una base nasale eccessivamente larga o narici particolarmente svasate possono essere corrette mediante procedure dedicate.

Tra queste:

•⁠ ⁠sill excision ovvero la rimozione della zona di tessuto molle che unisce l'ala del naso al setto nasale;
•⁠ ⁠Weir excision.

La resezione deve essere pianificata in modo conservativo e simmetrico, perché eccessive correzioni possono determinare notching o asimmetrie.

Innesti cartilaginei

Gli innesti cartilaginei vengono utilizzati per rinforzare il naso, correggere deformità e migliorare la funzione respiratoria.

Le principali fonti di cartilagine sono:

•⁠ ⁠setto nasale: generalmente prima scelta;
•⁠ ⁠cartilagine auricolare: utile soprattutto per piccoli innesti o ricostruzioni del margine;
•⁠ ⁠cartilagine costale: indicata quando è necessario un importante supporto strutturale.

Principali innesti

Spreader graft

Posizionati nella volta media, possono ampliare l’area della valvola interna e contribuire alla prevenzione della deformità a V invertita.

Dorsal onlay graft

Utilizzati per aumentare il dorso in nasi poco proiettati o in alcune deformità a sella.

Septal extension graft e columellar strut

Possono fornire supporto e controllo della punta.

Shield graft e cap graft

Vengono utilizzati per migliorare proiezione e definizione della punta.

Alar rim graft, batten graft e lateral crural strut graft

Possono essere impiegati nella correzione della retrazione alare e del collasso della valvola esterna.

Rappresentazione schematica degli spreader graft

Complicanze della rinoplastica

Come ogni intervento chirurgico, anche la rinoplastica presenta possibili complicanze.

Possono essere suddivise in:

•⁠ ⁠funzionali;
•⁠ ⁠estetiche;
•⁠ ⁠emorragiche;
•⁠ ⁠infettive;
•⁠ ⁠traumatiche o neurologiche.

Complicanze funzionali

Tra le più importanti troviamo:

•⁠ ⁠ostruzione nasale persistente;
•⁠ ⁠collasso valvolare;
•⁠ ⁠deviazione settale residua;
•⁠ ⁠perforazione del setto;
•⁠ ⁠riduzione temporanea dell’olfatto;
•⁠ ⁠rinorrea persistente.

Una rinorrea acquosa continua, soprattutto se monolaterale, richiede approfondimenti per escludere condizioni rare ma importanti come una fistola liquorale.

Complicanze estetiche

Nel terzo superiore possono comparire:

•⁠ ⁠open roof;
•⁠ ⁠deformità step-off;
•⁠ ⁠deformità rocker.

Nel terzo medio:

•⁠ ⁠naso a sella;
•⁠ ⁠deformità a V invertita;
•⁠ ⁠pollybeak.

Nel terzo inferiore:

•⁠ ⁠retrazione alare;
•⁠ ⁠notching;
•⁠ ⁠punta pinzata;
•⁠ ⁠bossae;
•⁠ ⁠alterazioni della rotazione;
•⁠ ⁠deformità della columella.

Complicanze emorragiche

L’epistassi postoperatoria è generalmente lieve e transitoria.

L’ematoma settale, invece, deve essere riconosciuto e trattato rapidamente perché può compromettere la vitalità della cartilagine.

Complicanze infettive

Le infezioni dopo rinoplastica sono poco frequenti.

Possono comunque verificarsi:

•⁠ ⁠cellulite;
•⁠ ⁠infezione della ferita;
•⁠ ⁠infezione degli innesti.

Complicanze rare

Sono state descritte anche lesioni del sistema lacrimale, alterazioni temporanee della sensibilità del labbro superiore o degli incisivi mascellari e, molto raramente, complicanze intracraniche come fistola liquorale o pneumocefalo.

Conclusioni

La rinoplastica moderna richiede un approccio integrato che unisca analisi anatomica, valutazione funzionale, pianificazione estetica e conoscenza approfondita delle diverse tecniche chirurgiche.

Non esiste una tecnica universale adatta a tutti i nasi. Rinoplastica strutturale e di preservazione rappresentano strumenti differenti che possono essere utilizzati, e talvolta combinati, in funzione dell’anatomia e degli obiettivi del singolo paziente.

La preservazione delle strutture di supporto, la corretta gestione delle valvole nasali e una pianificazione accurata della punta e del dorso sono elementi essenziali per ottenere risultati naturali, stabili e funzionalmente efficaci nel tempo.

Fonti

  1. Classification of the deviated nose and its treatment
  2. The Subunit Principle in Nasal Reconstruction
  3. Rhinoplasty Tip-Shaping Surgery
  4. The Nasal Ligaments and Tip Support in Rhinoplasty: An Anatomical Study
  5. Risks and complications in rhinoplasty
  6. Spreader graft: a method of reconstructing the roof of the middle nasal vault following rhinoplasty
  7. Preservation Rhinoplasty: The Endonasal Cottle Push-Down/Let-Down Approach
  8. Repositioned lateral crural flap technique for cephalic malposition in rhinoplasty
  9. Dorsal Preservation Rhinoplasty
  10. Structural Preservation Rhinoplasty: A Hybrid Approach
  11. My Approach to Preservation Rhinoplasty

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